POLIPI

POLIPI

I polipi dell'intestino (polipi intestinali) sono delle rilevatezze mucose che protrudono nel lume intestinale, in qualsiasi tratto di questo, e possono essere benigni o maligni.


Uno dei principali obbiettivi della medicina moderna è la prevenzione, e soprattutto la prevenzione dei tumori.

In tutti i tratti intestinali possono formarsi escrescenze della mucosa che sono i polipi. I quali polipi diventeranno cancri. Perciò bisogna indagare, eseguendo la gastroscopia e la colonscopia, la formazione di questi polipi, per poterli resecare, nel corso dello stesso esame endoscopico, quando sono ancora di piccole dimensioni.

Il polipo è peduncolato (se ha un peduncolo) o sessile, se è tutto adeso alla parete del viscere; può essere unico o multiplo (poliposi); può essere infiammatorio (cioè dovuto ad uno stato di infiammazione cronica della mucosa), iperplastico per reazione della mucosa, può essere adenomatoso benigno con diversi gradi di displasia oppure essere già maligno (displasia grave e/o carcinoma in situ). In ogni caso, se la resezione eseguita durante l'endoscopia lascia i margini di resezione liberi dal male, la polipectomia endoscopica è da considerarsi una terapia definitiva. I controlli, che vanno effettuati nel tempo, sono necessari perché questi polipi tendono a riformarsi.

La classificazione dei polipi avviene in base all'esame istologico.


Polipi esofagei: sono il 20% dei tumori benigni esofagei.

Si sviluppano dalla sottomucosa. Hanno un peduncolo lungo e sottile oppure sono sessili, cioè adesi alla parete del viscere. E' indispensabile asportarli in corso di gastroscopia (polipectomia endoscopica) ed effettuare la diagnosi istologica; possono essere fibromi, mixomi, lipomi, fibromixomi, fibrolipomi, angiofibrolipomi.

Polipo imperplastico

Polipo iperplastico

Papilloma squamoso

Papilloma squamoso


Papillomi esofagei: Sono rari: 2-3% dei tumori benigni. Si trovano nell'esofago distale.

Sono intraluminali e spesso associati ad esofagite cronica. Si sviluppano dalla mucosa e dalla sottomucosa. Sono di origine virale e possono degenerare. Vanno resecati (polipectomia).


I polipi dello stomaco sono rari e vengono trovati occasionalmente in corso di gastroscopia in quanto essi non provocano disturbi e non dànno segno della loro presenza.

Vanno asportati con la tecnica della polipectomia endoscopica.

Polipo gastrico iperplastico: non dà alcun sintomo, in genere non sanguina, non ha potenziale maligno

Polipo iperplastico

polipo gastrico tumorale (adenoma)

Polipo gastrico tumorale (adenoma)



I polipi del piccolo intestino sono rari e quasi mai maligni.

Il tratto del piccolo intestino, che decorre dal legamento di Treitz (duodeno) alla valvola ileocecale, è esplorabile solo da endoscopi particolarmente lunghi, gli enteroscopi e la procedura è assai invasiva e complicata. Questo tratto di intestino va indagato in pazienti affetti da poliposi familiare, in caso di perdite ematiche di origine sconosciuta e in alcuni casi di morbo di Crohn. Altre possibilità di indagine per questo tratto intestinale sono alcune tecniche di Risonanza Magnetica con particolari mezzi di contrasto e la capsula endoscopica.


I polipi del colon sono quelli più frequenti e per i quali è stato dimostrato, con l'avvento della endoscopia digestiva, che sono soggetti alla trasformazione maligna. Cioè si trasformano in cancri.

I polipi del colon vanno resecati in corso di endoscopia. La tecnica che permette ciò si chiama polipectomia endoscopica.

Ansa polipectomia

Ansa che cattura un polipo

Cicatrice del polipo asportato

Cicatrice del polipo asportato


Essa consente, come dice il nome, di tagliare il polipo durante l'esame endoscopico, utilizzando un'ansa appropriata che si chiama ansa per polipectomia endoscopica. L'ansa è una specie di cappio, realizzato con filo metallico, attraverso il quale passa la corrente elettrica trasmessa da un elettrobisturi. La corrente può avere caratteristiche differenti e può essere di coagulo, di taglio o mista. I moderni elettrobisturi hanno un sistema di corrente così detta "intelligente", che cioè alterna, autonomamente ed in base alla "sensazione" trasmessa dall'ansa, corrente di taglio e corrente di coagulo. Questo permette di ottenere un buon taglio del polipo ed una modesta perdita di sangue (una buona emostasi). Oggi è in uso la metodica di infiltrare il tessuto circostante la lesione con una soluzione idrosalina ed adrenalina. Questo migliora l'emostasi e permette un taglio di tessuto più vasto (mucosectomia), rendendo ancora più radicale la procedura terapeutica per i polipi del colon che dei polipi dello stomaco.


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